I Cure disintegrano gli anni ’80

Pubblicato: giugno 14, 2010 da joolio in Recensioni
Tag:, ,
TwitterFacebookMySpaceDiggdeliciousStumbleUponTechnoratiRedditFeed RSS

Rating: 5/5

di Ludovico Casaburi

Un’opera decadente: a cominciare dal titolo – Disintegration – i Cure di Robert
Smith nel 1989 presero il pop che aveva colorato tutta la decade e, appunto, lo disintegrarono, mettendo a punto probabilmente il loro migliore lavoro, entrato poi nella lista dei 500 migliori dischi di tutti i tempi del magazine Rolling Stone.

Alle tastiere venne affidato il compito di costruire un perfetto “tappeto” di suoni su cui Smith potesse costruire le sue ossessioni. Plainsong e soprattutto Pictures of
You
sono i brani con cui si dà vita alla cupa avventura. Atmosfera e suono sono sempre compatti, costanti, neanche fossimo di fronte a un concept album. I momenti più toccanti del viaggio sono l’elegante Lovesong , la devastante Prayers for Rain, la malinconica Homesick.

Ma nulla può battere il capolavoro: Lullaby , canzone che diverrà un manifesto del gruppo inglese. Una ninna nanna esteticamente folgorante, cupa ma anche stranamente rassicurante. Insomma, con Disintegration i Cure regalano un altro capolavoro, la perfetta conclusione della cosiddetta “triade gotica” completata dai precedenti Faith e Pornography. Sogno e malinconia: un modo tutto Smithiano di dire addio alla decade dell’eccesso estetico per eccellenza.

Bookmark and Share

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...