Archivio per maggio, 2010

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Rating: 5/5

di Ludovico Casaburi

Amanti delle “pietre rotolanti”, sveglia! Dallo scorso 18 maggio, nei migliori negozi ma anche nei peggiori è tornato il più grande disco dei Rolling Stones, quell’Exile on Main St. pubblicato originariamente nel 1972, oggi riedito in edizione deluxe (con dieci inediti) e addirittura in edizione super-deluxe (documentario di 30 minuti in DVD, vinile dell’album e libretto di 50 pagine).

Exile on Main Street, album doppio che aveva come titolo provvisorio Tropical Disease poi sostituito con quello noto, occupa la settima posizione nella classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi della rivista Rolling Stone. Raggiunse il numero 1 sia nella classifica inglese, sia in quella Usa, rimanendovi rispettivamente per una e quattro settimane.

Il titolo del disco allude all’esilio degli Stones dalla patria Inghilterra per causa di problemi con il fisco. Exile venne infatti registrato completamente nella cantina della villa in Francia del chitarrista Keith Richards. Dall’imperdibile e famosissima Tumbling Dice, alle splendide Rocks Off, Shine a Light, Sweet Virginia, All Down the Line, Happy. Una chicca per convincervi all’acquisto: Happy fu incisa da Keith Richards insieme al produttore Jimmy Miller e al sassofonista Bobby Keys mentre Keith aspettava che gli altri Stones, in ritardo, arrivassero in studio.

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Se il 1972 è adesso

Pubblicato: maggio 31, 2010 da joolio in Recensioni
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Rating: 5/5

di Ludovico Casaburi

«Non credo che voi sappiate da dove vengo», disse Stevie Wonder ai dirigenti della Motown nel 1971. «Non credo che possiate capire». I due album che Wonder pubblicò nel 1972 – vale a dire Music Of My Mind e Talking Book – riscrissero veramente le regole della fabbrica di successi della Motown, oltre che, più in generale, quelle del rhythm and blues.

«Talking Book era pieno di introspezione e osservazioni sociali – scrive il magazine Rolling Stone che piazza l’album al numero 90 nella classifica dei 500 migliori dischi di ogni tempo – con Stevie Wonder che produceva, scriveva e suonava la maggior parte degli strumenti. Capolavori come Superstition e You Are The Sunshine Of My Life andarono al numero 1 delle hit-parade; Big Brother è pura consapevolezza politica avvolta in una melodia leggera: Avete ucciso tutti i nostri leader / Non devo neppure farvi niente / Voi manderete in rovina la vostra stessa nazione».

A poche settimane dal concerto che Stevie Wonder terrà nella suggestiva Arena di Verona – il prossimo 5 luglio, data unica in Italia – non lasciatevi scappare l’occasione di rispolverare la vostra copia di questo capolavoro, oppure (meglio ancora, beati voi!) andate e scoprite per la prima volta le meraviglie che racchiude tra le sue pagine il “libro parlante”.

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Rating: 4/5

di Ludovico Casaburi

Una sera di un paio d’anni fa, facendo zapping, ci imbattiamo in una performance live di un duo – lui, occhiali da sole, seduto alla batteria, pare il fratello minore di George Michael; lei, in piedi con il microfono in mano, una tipetta biondo-platino uscita direttamente da una discoteca degli anni ’80 – che non avevamo certamente mai visto né sentito prima. L’anchorman di turno del talk show americano di turno li presenta come The Ting Tings. Nome curioso. Ci chiediamo: ok, ma il resto del gruppo?

Parte il pezzo: batteria cadenzata, poi lui (Jules De Martino, che in un’altra vita faceva il dj) fa partire una traccia di percussioni elettroniche e suonini di accompagnamento. Dopodiché, entra in gioco lei, che di nome fa Katie White.
Il basco basso sugli occhi, timbro di voce quasi “antipatico”, movenze nevrotiche: è amore a prima vista. Questi due hanno un tiro pazzesco: sembrano i White Stripes in versione pop, suonano un accattivante e ammiccante elettro-punk danzereccio, condito da un vago retrogusto rap.

Sei mesi dopo quella sera mettiamo le mani sul primo album dei Ting Tings: We Started Nothing. Ed è di nuovo amore, stavolta a primo ascolto. Da Great Dj a That’s Not My Name (la canzone suonata nel talk show), passando per Shut Up And Let Me Go, pezzo che in questi giorni avrete sentito nella pubblicità di una nota aranciata, il primo lavoro dei due di Manchester è una festa di suoni così “catchy”, ovvero che acchiappano, che non se ne può fare a meno. Se non ce l’avete in casa, rimediate.

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Vampire Weekend, il video di Holiday

Pubblicato: maggio 28, 2010 da joolio in Video
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Ormai ci sta abituando bene. Prima ci dà in pasto il free download della prima parte di Ghosts, l’album strumentale dei suoi Nine Inch Nails, poi ci regala The Slip e ci permette di registrare e mettere in circolazione i suoi live. E oggi Trent Reznor ci fa sapere che il primo EP degli How To Destroy Angels, progetto messo su con la moglie Mariquen Maandig e il produttore Atticus Ross, verrà distribuito gratuitamente dal prossimo 1 giugno direttamente dalsito ufficiale della band.

Se l’EP gratis non fosse abbastanza, il sito dà anche la possibilità di registrarsi per il pre-order e ottenere così il download in anteprima The Believers.

Qui a fianco potete ammirare la copertina del solito art-director legato a Reznor, Rob Sheridan, mentre qui sotto trovate la tracklist dell’EP:

01 The Space in Between
02 Parasite
03 Fur-Lined
04 BBB
05 The Believers
06 A Drowning

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LCD Soundsystem, Black Keys, Band of Horses e l’accoppiata Nas/Damian Marley sono attualmente nella Top 10 di Billboard. Lo so, sembra incredibile ma è così. Quando l’ho letto stamattina su Pitchfork mi è sembrato strano e sono andato a verificare. Tutto vero. Forse non tutto è perduto a questo mondo!

L’ottimo This Is Happening degli LCD Soundsystem di James Murphy ha venduto ben 31,000 copie nella prima settimana di uscita piazzandosi al n.10 della classifica statunitense mentre le 73.000 unità vendute fatte registrare da Brothers hanno spedito i Black Keys sul terzo scalino del podio (a proposito, non fatevi scappare questo disco!).

Anche il nuovo Infinite Arms dei Band of Horses, gli America degli anni 2000, e Distant Relatives di Nas e Damian Marley sono andati piuttosto bene: Ben Bridwell e compagni si sono spinti fino alla settima posizione mentre la coppia reggae-hip hop si è fermata al numero 5.

Ok, la soundtrack di Glee è al primo posto ma che dobbiamo fare? In fondo, a parte gli artisti di cui sopra, possiamo gioire del capolavoro Exile On Main St. dei Rolling Stones al secondo posto e, se ci spingiamo più in là, troviamo in classifica anche High Violet dei National e l’oscuro Sea Of Cowards dei Dead Weather. Come dicevo, forse non tutto è perduto.

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