Pearl Jam – Backspacer

Pubblicato: ottobre 14, 2009 da joolio in Recensioni
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Backspacer

Rating: 4/5

di Giulio Azzolini

Trentasei minuti esplosivi, graffianti e potenti. Trentasei minuti che testimoniano quanto il rock n’ roll sia una vocazione più che un passatempo. Con schitarrate ruvide come il granito e quella elegante attenzione alla melodia di chi considera la musica come la propria lingua madre, i Pearl Jam sono tornati sulle scene dando in pasto al proprio pubblico Backspacer, nono album della band che segue la pubblicazione dell’ottimo self-titled avvenuta poco più di 3 anni fa.

Nel corso di questo periodo il mondo, in generale, e gli Stati Uniti, in particolare, sono parecchio cambiati e, come è ovvio per un gruppo che ha sempre posto particolare attenzione alla società e alle sue problematiche, il nuovo disco ne ha risentito. I Pearl Jam del 2009, ormai over 40, cantano l’America di Barack Obama e credono fermamente nel progresso promesso dal vincitore del premio Nobel per la pace.

Backspacer, lo dicevamo, suona duro e diretto come e più di Vs. o Vitalogy ma gli 11 pezzi che lo compongono sono intrisi di una speranza nei confronti del futuro che Eddie Vedder e soci raramente hanno avuto. Gonna See My Friend, Got Some e The Fixer, il primo singolo di cui potete vedere il video cliccando qui, aggrediscono immediatamente l’ascoltatore con tempi stretti e veloci e distorsioni fulminanti ma nelle note che le compongono – come nella calda voce di Vedder che firma un’altra ottima prova – c’è gioia e positività. E quando si arriva alla raffinata ma comunque diretta ballata Just Breathe, sorella di quelle presenti nella colonna sonora di Into The Wild incisa da  Eddie per l’amico Sean Penn nel 2007, diventa chiaro come il sole che ci sono poche band ad avere la classe dei Pearl Jam.

Il resto dell’album, chiuso da un altro splendido lento intitolato The End, non delude le aspettative grazie alle ottime  Amongst The Waves, Speed Of Sound e Supersonic e mantiene costantemente alto il livello della proposta curata interamente da Brendan O’ Brien che è tornato sulla sedia del produttore dopo averla occupata per Vs., Vitalogy, No Code e Yield.

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