Gossip – Music For Men

Pubblicato: settembre 25, 2009 da gothamvicky in Recensioni
Tag:, , ,
TwitterFacebookMySpaceDiggdeliciousStumbleUponTechnoratiRedditFeed RSS

Music For Men

Rating: 2/5

di Ludovico Casaburi
Se arriviamo un po’ in ritardo a recensire un disco è perché prima di bocciarlo vogliamo pensarci bene. Adesso ci abbiamo pensato abbastanza, e dunque, per la serie «non posso comprare un disco perché la cantante è grassa e perché è prodotto da Rick Rubin anche se quel pezzo è la sigla della serie A», ecco a voi Music For Men, ultima creatura della ex indie-neopunk band Gossip, originaria dell’Arkansas ma cresciuta in quel di Olympia, nello Stato di Washington, per intenderci in quel pezzetto di terra circostante Seattle che ha dato più natali a band chiave per il rock moderno – Nirvana, Pearl Jam, Alice In Chains, Soundgarden, ma anche Sonic Youth, Melvins – di qualsiasi altro.

Già gruppo icona della dancing-life gay e lesbo del succitato territorio, i tre Gossip (Kathy, Nathan e Beth) arrivano a questo loro quarto lavoro in studio (That’s Not What I Heard del 2000, Movement del 2003, e l’ottimo Standing In The Way Of Control del 2005 gli altri, ai quali vanno aggiunti due album live, Undead in NYC del 2003 e Live In Liverpool del 2008) con un più che discreto bagaglio di esperienze e un buon portafogli di marchette. Una su tutte, l’aver condiviso il palco con i White Stripes.

Se è vero che la loro mission dichiarata è quella di far ballare – lo dicono loro stessi quando affermano «Our mission is to make you dance, and if you’re not gonna dance, just stay at home and listen to the oldies station» – è anche vero che se date un cucchiaio di legno e una pentola a una bambina di un anno è facile che del ritmo esca anche dalle sue manine.

Premessa: qui a Indiependenza troviamo odiosi quelli che mentre stanno già affogando nei pregiudizi condannano la svolta pop di una band senza valutare la bontà – se c’è – del prodotto. Detto questo, i problemi di questo Music For Men, per passare alle cose pregne, sono essenzialmente – secondo noi, s’intende – due.

Uno, l’imprescindibile passato degli stessi Gossip: quarto album, cambio di direzione, svolta di produzione. Fin qui ok. Quello che manca è la personalità che una volta c’era, e che adesso, tra luccicherie e ammiccamenti vari, s’è persa in un mare di uuh-uuh-uuh che nemmeno Stevie Nicks ai bei tempi. E almeno lei era sexy.

Due, la produzione: Rick Rubin – probabilmente il più grande, certamente tra i più grandi producer degli ultimi 20 anni, basti pensare al suono dei Red Hot Chili Peppers, dei Beastie Boys, degli Slayer o al miracolo dei quattro American Recordings di Johnny Cash – ha fatto su Music For Men un lavoro fantasmagorico. Suoni definiti, rotondi, con attenzione particolare dedicata alla onnipresente voce di miss Beth Ditto.

Direte voi: e questo sarebbe un problema? Si, se sotto questo meraviglioso e pregiatissimo velo si nasconde – nemmeno troppo bene – tanta mediocrità. Un pezzo come Heavy Cross, parliamoci chiaro, è un gancio di rara sagacia marchettara. Si salva, oltre il singolone appena menzionato, anche 2012. Ma qualcuno ci spieghi, per favore, dov’è finito il resto del disco.

Il voto di questa nostra, due su cinque, è dunque tutto per zio Rick. Per aver dimostrato ancora una volta di saperci fare, a prescindere dal materiale a disposizione. Insomma, e non vuole essere una battuta gratuita, qui davvero non c’è ciccia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...