Ho visto “It Might Get Loud” e non potete perderlo

Pubblicato: settembre 6, 2009 da joolio in Recensioni
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It Might Get Loud - bigliettiNew York, 42nd Street e 8th Avenue, ore 20.25. Buio in sala. Jack White costruisce una slide guitar con 2 pezzi di legno, un pick-up, una corda e dei chiodi in pochi secondi per poi suonarla come un indemoniato, come solo lui sa fare. E’ l’inizio di It Might Get Loud, il documentario girato da Davis Guggenheim (Una Scomoda Verità di Al Gore e tanta televisione di qualità) che ha come pratogonisti Jimmy Page dei Led Zeppelin (e degli Yardbirds), The Edge degli U2 e, appunto, Jack White di White Stripes, Raconteurs e Dead Weather.

Come è semplice immaginare, il film verte sull’amore viscerale di un chitarrista per il proprio strumento: un sentimento vivissimo e speciale, più volte visibile negli occhi delle 3 leggende del rock, che soltanto un musicista può capire fino in fondo.  Dallo schermo esce in effetti con potenza un senso di comunione tra chi fa musica che non pensavo potesse esistere perché lega indissolubilmente il dio del rock al dilettante che si sbatte ore e ore in sala prove. Mi è bastato vedere il modo in cui Page spiega ciò che sta suonando ai suoi colleghi od osservarlo fare air-guitar senza imbarazzo durante l’ascolto di uno dei suoi pezzi preferiti per capirlo: sono gli stessi atteggiamenti, la stessa attitudine, di chiunque ami suonare.

Ma c’è di più, molto di più: It Might Get Loud è una pellicola per tutti quelli che amano musica nel senso più ampio del termine. L’improbabile incontro tra 3 diversi modi di approcciare il rock funziona invece perfettamente. E il motivo è semplice: dietro quell’approccio c’è una persona con la sua storia, le sue caratteristiche e i suoi difetti. Lo spettatore viene incuriosito da come ognuno dei protagonisti ha scoperto il mondo delle note e dal proprio rapporto con essa, venendo trascinato nelle loro vite, nei loro pensieri, nelle loro scelte. E nel fare tutto questo, il regista riesce a dare consistenza e continuità al suo film condendolo di immagini davvero speciali senza mai mettere in ombra nessuno.

Per un verso o per un altro, Jimmy Page, The Edge e Jack White hanno reinventato il linguaggio del rock con coraggio. Pensate all’impatto del sound selvaggio degli Zeppelin sulla società di fine anni ’60, alla miscela di effetti perfettamente soppesata che ha sempre reso gli U2 riconoscibili nel corso di 30 anni o al lavoro di filologia sul blues degli anni ’30 che i White Stripes hanno tirato fuori mentre tutto il mondo pensava a tirare fuori col computer. Dal lavoro di Guggenheim tutto questo trasuda con chiarezza ed esaustività.

Attualmente It Might Get Loud è in programmazione soltanto a New York e Los Angeles e presto aprirà in altre città degli Stati Uniti mentre non si sa ancora nulla su un’eventuale uscita europea. Perderlo però sarebbe un vero peccato, dunque tenete d’occhio il sito ufficiale e il profilo facebook del film per le ultime notizie.

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Negli occhi
The Edge e Jack White come estasiati bambini davanti al primo albero di natale della loro vita quando Jimmy Page imbraccia la chitarra e suona per loro il riff di Whole Lotta Love

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commenti
  1. […] Stripes, Dead Weather, Raconteurs e la sue etichetta Third Man Records, senza contare il cinema con It Might Get Loud e il singolo con Alicia Keys per la colonna sonora dell’ultimo 007 con Daniel Craig, sembra […]

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